• Perché il corsivo nella didattica?
Perché il corsivo nella didattica?

Perché il corsivo nella didattica?

Esiste un filo che, dalla gravidanza, lega l'ascolto del bambino allo scarabocchio, fino alla scrittura corsiva. Questo libro ripercorre le basi dell'apprendimento, partendo dai fondamenti delle dimensioni relazionale, emotiva, linguistica sociale e motoria, veri capisaldi della cognizione umana. Unico nel panorama editoriale del settore, riporta l'attenzione del mondo della scuola sull'importanza del metodo globale, che valorizza l'esperienza del bambino, e soprattutto del corsivo, quale elemento fondamentale per facilitare l'apprendimento e per la naturale inclusione dei bambini con difficoltà scolastiche. Il quadro di riferimento è quello della pedagogia attiva, con particolare attenzione al soddisfacimento dei bisogni e desideri funzionali della persona. Il pensiero e la metodologia di Jean Le Boulch e della sua allieva Elena Simonetta trovano ampia descrizione nel testo, nel quale elementi del sistema nervoso centrale si fondono con la presente metodologia didattica che punta sul valore del corpo e della sua memoria cinetica fin dalla vita intrauterina. Il libro individua e descrive quelli che le autrici considerano fondamenti dei processi evolutivi, andando controcorrente rispetto alle metodologie didattiche in atto negli ultimi decenni. La dimensione uditiva nella relazione affettiva, fin dalla gravidanza, assume valore nei confronti della strutturazione dei linguaggi corporei e, grazie alla relazione e agli stimoli sensoriali ed emotivi, predispone all'apprendimento. Le autrici sostengono che esista un filo che lega l'ascolto del feto al ghirigoro del bambino fino alla scrittura corsiva, in un continuum fonetico e motorio che sostanzia le basi di questa metodologia. Vedi di più