• L' arte del ritratto
L' arte del ritratto

L' arte del ritratto

"Respira sempre qualcosa di pantagruelico, di esagerato, di smisurato, intorno alla figura di Nadar, al suo esprit du gé ant, e non soltanto per quanto riguarda il suo fisico voyant, esuberante e spropositato (come sosteneva, tra ironia ed orgoglio suo fratello Adrien: "Ha tutti gli organi doppi"). Lo lascia arguire anche la sua auto-caricatura nel Panthéon Nadar: giunto trafelato all'agognato palo d'arrivo di quella sua titanica impresa folle, ovvero quel cartello-dedica, che segna come un profondo sospiro di sollievo anche grafico -, quasi una pausa, un vuoto d'apnea, al centro ottico di tutta quella sinuosa fiumana dantesca di volti illustri e riconoscibili, quell'autoritratto graffiante, con gambette da rana, calzate bicolori, ed adunche come zampe di ragno, alla Louise Bourgeois, e poi quella rossastra criniera scomposta di capelli al vento , non riesce davvero a mascherare e contenere il gigantismo dilagante di quella sua proverbiale 'zucca' in fuoco. Quella sua 'testa che è simile ad una cometa' - così come lo raccontava il suo amico Théodore de Banville, che insieme a lui ed a Baudelaire formava un trio d'inseparabili: 'e la criniera rossiccia , che inalberava come un incendio'." (dall'introduzione di Marco Vallora) Vedi di più